L'opinione del responsabile dello sportello universitario del comune di Cetraro Giuseppe Maritato. Ho letto con estremo interesse l'articolo pubblicato su il "Quotidiano della Calabria" a firma di Franco Notaris: lo trovo molto elaborativo nei contenuti. Lo apprezzo. Abbiamo bisogno "realmente" di una classe dirigente che per definirsi tale, dovrebbe muoversi con scaltrezza nel cogliere i frutti che divengono dalle nostre ottime università calabresi : i giovani. Come lei ricordava,giustamente, questa classe dirigente è figlia della situazione degli anni 70 , e ciò non fa bene al processo di modernizzazione,di cui abbiamo bisogno. Una modernizzazione che tenga conto di tutti gli indici produttivi, che tali dovevano essere nel momento che vennero proposti. Tantè che i problemi degli anni passati ce li ritroviamo ancora sul tavolo delle istituzioni regionali. Il dato tragico è che la fuga giovanile sembra inarrestabile. L'abbandonano non soltanto le sue menti migliori,ma soprattutto i giovani alla ricerca di una possibilità di lavoro e la speranza di un futuro più o meno certo. La Calabria pur ricevendo le maggiori sovvenzioni economiche a livello nazionale, Europeo, non riesce a creare le dovute azioni produttive in quanto priva di soggetti che presentano progetti con capacità e spirito occupazionale. Forse lo Stato centrale dovrebbe attuare un serio controllo sull'apparato delle distribuzioni finanziarie rendendosi conto ,sè finanziare, significa purchè si spenda o portare a compimento quel ruolo propositivo che darebbe apporto ad un processo di profondo cambiamento amministrativo. Altro importante ,ma negativo cruccio, è il possesso avvenuto negli uffici amministrativi di soggetti entrati non con atti professionali ma bensi con quella forma di assistenzialismo che ne ha rallentato e ne rallenta l'azione. Senza saperi e senza giovani non si ha futuro. Soprattutto non si ha ricambio generazionale,con conseguente rinnovamento culturale della politica e delle istituzioni.
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