Dopo l'omicidio della studentessa inglese a Perugia, siamo preoccupati.
Ma non è in dubbio il grande valore didattico.
Dellitto condito da particolari piccanti, e quanto di più atroce passa nelle menti di tanti giovani; quello che però rimane è la morte di una giovane ragazza.
Meredith era giunta in Italia dall'Inghilterra lo scorso agosto, studentessa Erasmus frequentava l'Università per stranieri a Perugia.
Il progetto Erasmus, pensato per promuovere gli scambi culturali all'interno dello spazio comunitario,prevede un periodo di studi in un altro stato membro UE differente dal proprio.
Affrontare una esperienza di tale natura,trova fondamento nell'esigenza della scoperta e della conoscenza di realtà differenti dalla propria.
Gli accordi che i singoli atenei sottoscrivono per gli scambi culturali tra i propri studenti si fermano spesso all'ambito didattico.
Il problema allogio e relativo inserimento nella comunità locale sono compiti dello studente Erasmus.
Far fronte a realtà differenti avendo come primo ostacolo la comunicazione in una lingua differente,porta i giovani studenti a rintracciare amicizie troppo velocemente.
Allo stesso tempo, come si può condannare una ragazza solo per aver dato fiducia?
Il diritto,l'esigenza per meglio dire, di riporre fiducia in chi ci circonda è fondamentale per lo studente Erasmus.
Il problema sicurezza non viene contemplato nelle norme relative alla mobilità studentesca ne a livello comunitario ne tanto meno negli accordi bilaterali che i singoli Atenei stipulano tra loro.
Viene definito il numero degli studenti da ospitare e la reletiva offerta didattica,per quanto riguarda gli accordi bilaterali tra gli Atenei.
Alivello comunitario, lo studente viene dotato di una cosiddetta "CARTA DELLO STUDENTE ERASMUS" in cui sono elencati i diritti del giovane.
Per quanto concerne la sicurezza non è rintracciabile alcun riferimento,si è investiti solo di tutti quei diritti insiti nell'appellativo di cittadini europei.
Dunque facciamo riferimento alla protezione diplomatica ed all'assistenza sanitaria.
Secondo la normativa comunitaria lo studente vive e studia come se si trovasse nel proprio paese di origine,per cui non vi sono riferimenti espliciti alla questione sicurezza.
Il problema di fondo non è dunque la carenza di riferimenti alla sicurezza dei giovani studenti partecipanti al progetto Socrates/Erasmus, ma bensì un annoso problema di più ampia portata: la sicurezza in toto.
Che si tratti di giovani stranieri o connazionali protagonisti di episodi di cronoca come vittime o carnefici il problema della protezione e della sicurezza del cittadino contro la criminalità non trova alcuna differenza.
Opinione di ---- ------ ---- Giuseppe Maritato (Presidente Promo&Form)
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