mercoledì 14 maggio 2008

IL RUOLO SVOLTO DA UN'ASSOCIAZIONE: PROMUOVERE AZIONI

Sud. Declino irreversibile o possibile rilancio ?
Ogni anno si spostano dalle regioni meridionali verso quelle del Centro-Nord circa 270 mila persone, di cui 120 mila in maniera permanente.Secondo una ricerca Svimez è un dato vicino a quello dei primi anni Sessanta, quando a trasferirsi al Nord erano 295 mila persone l’anno.E’ possibile invertire questa tendenza e cercare di favorire lo sviluppo delle imprese esistenti e la creazione di nuove imprese nelle regioni meridionali o il sud è destinato ad un declino e ad uno spopolamento irreversibile ?Ai più pessimisti è opportuno ricordare che nel 2007 negli Stati Uniti, presso lo stabilimento Boeing di Seattle, è stato presentato alla stampa il primo esemplare del 787, l’aereo commerciale più innovativo mai realizzato, per l’uso intenso di materiale composito, che lo rende leggero e a basso consumo. E’ una grande scommessa tecnologica, ma l’aereo è già un caso di successo commerciale.La partecipazione italiana al progetto è molto significativa, visto che Alenia Aeronautica partecipa al 26% ed ha investito massicce risorse economiche che la Regione Puglia è riuscita ad attrarre, per la realizzazione di uno stabilimento nel suo territorio. Si prevede che il programma porterà un fatturato in venti anni tra gli 11 e 18 miliardi di dollari..Negli stabilimenti e nei centri di ricerca Alenia si gioca, pertanto, una partita che va oltre gli aspetti industriali del programma in questione, in quanto il successo del progetto dimostra che il Mezzogiorno ha grandi capacità ed energie e che esistono in questi territori le condizioni per un processo di reindustrializzazione.D’altra parte è da sottolineare che la Fiat ha realizzato negli anni scorsi uno dei sui più importanti stabilimenti a Melfi, in Basilicata, mentre a Catania si è sviluppato un polo sulla microelettronica, che dà lavoro a 3.000 addetti.In Calabria dopo il pacchetto Colombo, il piano telematico e la realizzazione del porto di Gioia Tauro non c’è stata una adeguata attenzione allo sviluppo produttivo e alla politiche finalizzate all’ attrazione di investimenti privati e si discute di nuovo quasi esclusivamente di infrastrutture: ponte sulle Stretto, nuove strade e autostrade ecc.Opere pubbliche sicuramente importanti e necessarie, ma spesso non collegate ad un piano strategico finalizzato allo sviluppo imprenditoriale.Mentre nelle nostre città l’attenzione non va oltre gli svincoli autostradali, le metropolitane leggere e soprattutto le aree residenziali, Barcellona ha presentato alla fiera mondiale sugli investimenti immobiliari, che si è tenuta di recente in Francia, un grande piano finalizzato all’attrazione degli investimenti e a favorire la localizzazione sul suo territorio di imprese innovative in specifiche aree attrezzate.Sulla Costa del Sol in Spagna non è possibile fare il bagno nel mare, perché le acque provenienti dall’Oceano sono molto fredde e ci sono pochissimi centri storici sulle colline. Nonostante ciò gli alberghi sono pieni per 9 mesi all’anno e si è riusciti ad attrarre investitori da tutto il mondo, al contrario di ciò che è avvenuto in Calabria.Il rincaro del prezzo del petrolio che ha superato i 120 dollari è sicuramente una minaccia, ma sta anche creando grandi opportunità. Le grandi aziende e i paesi proprietari dei giacimenti petroliferi sono alla ricerca di collocazione dei loro grandi profitti sui mercati internazionali, anche nell’area del Mediterraneo, ed effettuano investimenti di gran lunga superiori a quelli dell’intero POR Calabria 2007/2013.Il progetto che il centro Ricerche Fiat e l’Università della Calabria hanno portato avanti sulla ginestra, con risultati molto positivi e due brevetti depositati dall’Università, che si è riusciti a far realizzare prevalentemente in Provincia di Cosenza in seguito all’iniziativa sperimentale “Investire nella Riviera dei Cedri”, è stato guardato spesso con scetticismo e distacco.Ciò mentre altre regioni si contendono la presenza del Centro Ricerche Fiat, che vanta oltre 450 prodotti, processi e metodologie in sviluppo ed è leader nei progetti finanziati dall’Unione Europea, con 115 progetti vinti nel sesto programma quadro e oltre 300 collaborazioni con la piccola e media industria. Dispone di un patrimonio di 1.545 brevetti e 1.051 domande di brevetto (pendenti) ed ha sedi operative nelle città di Orbassano (Torino), Trento, Valenzano (Bari), Foggia e Catania.E’ da sottolineare, inoltre, che la Ford ha di recente presentato il prototipo di una bioauto tecnologicamente avanzata, che sarà sul mercato già nel 2010. Punta sull’utilizzo di bioplastiche e di materiali naturali alternativi a quelli derivati dal petrolio. Tra l’altro fa largo uso del mais, che molte imprese industriali stanno abbandonando, in quanto è parte della catena alimentare (a differenza di piante come la ginestra). Il suo prezzo sta infatti crescendo vertiginosamente, con un impatto negativo non solo sul costo dei prodotti industriali, ma anche sui consumi nei paesi più poveri.E’ evidente, pertanto, che in questo contesto anche il Sud e la Calabria hanno opportunità da cogliere, ma per individuarle è necessario partire dal presupposto che la globalizzazione comporta grandi rischi ma anche nuove ed impreviste possibilità di sviluppo.



Quel giugno. Premio Losardo Laboratorio 2003
Sarà distribuito nell’ambito della sesta edizione del Premo Losardo Laboratorio 2003 il volume Quel giugno dell’Ottanta, dedicato ala memoria di Giovanni Losardo, assassinato dalla mafia il 21 giugno del 1980.Il libretto, curato da Francesca Villani, con prefazione di Michele Borrelli, ricostruisce il clima di paura di quegli anni, che hanno trasformato Cetraro da un centro tradizionalmente tranquillo in un vero e proprio Far West.Rapine, gambizzazioni, omicidi e lupare bianche sconvolgono nel giro di pochi anni la cittadina tirrenica, che si ritrova nel mezzo di una devastante conflittualità omicida culminata nell’assassino di Losardo. Omicidio questo definito dal segretario nazionale del PCI dell’epoca Enrico Berlinguer il più grave omicidio politico-mafioso compiuto in Calabria.Il narrato di Quel giugno dell’Ottanta si svolge attraverso i contributi dei giornalisti Luciana de Luca, Filippo Veltri, Annarosa Macrì ed Arcangelo Badolati, insigniti del Premio Losardo nelle edizioni precedenti, che tracciano i tratti distintivi del fenomeno mafioso dell’epoca, estendendo l’analisi anche alla fase contemporanea con i riflettori puntati sul rapporto tra mafia e politica.Francesca Villani ricostruisce il clima degli anni Ottanta, avvalendosi del supporto della stampa dell’epoca sia nazionale che regionale.Significativo e toccante l’intervento di Raffele Losardo, che ripercorre il dramma degli affetti familiari prematuramente spezzati.La sesta edizione del premio quest’anno si svolgerà il 29 maggio al Cinema Vittoria di Diamante e prevede gli interventi del sindaco Ernesto Magorno, dell’assessore ala cultura Battista Maulicino, del docente UNICAL Michele Borrelli, del prefetto di Cosenza Pietro Lisi, del presidente della Provincia di Cosenza Mario Oliverio e del vicepresidente della commissione parlamentare antimafia Mario Tassone.Il Cristo d’argento raffigurante il sacrificio di Losardo, sarà assegnato al sociologo Pino Arlacchi, al magistrato Nicola Gratteri, e ai giornalisti Antonio Nicaso ed Arcangelo Badolati.Il premio sezione Giornalismo sarà assegnato ai giornalisti Pietro Melia e Cristina Vercillo. Il premio sezione Impegno sociale per la legalità sarà conferito al magistrato di Paola Alfredo Cosenza e al sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza.Nel corso della serata sarà consegnata al regista Daniele Cribri la tessera di socio onorario del Laboratorio.La manifestazione culturale è presieduta dall’assessore provinciale Donatella Laudadio, socio onorario del Laboratorio e premio Losardo 2004.


Un maestro della pittura moderna: Enzo Maiolino
Dalla Riviera dei Cedri alla Riviera ligure di Ponente, il passo non è breve; ma Enzo Maiolino l’ha percorso indifferente, finendo anzi per essere uno dei maestri affermati della pittura e della grafica italiane.Nato a S. Domenica Talao nel 1926, ad 11 anni Maiolino si trasferisce, infatti, in Liguria; e lì si stabilisce a Bordighera, dove inizia gli studi d’arte col maestro Giuseppe Balbo e si diploma, nel ‘48, al Liceo Artistico di Genova. L’anno dopo è già insegnante di disegno nelle scuole medie di Bordighera; ma si dedica soprattutto ad un lungo tirocinio d’arte che lo porterà fino alle soglie d’una pittura astratta, apprezzata dalla critica italiana ed europea.Nel suo laboratorio, posto in fondo al giardino della casa a Bordighera, Maiolino inizia infatti il suo percorso con una serie di paesaggi della Riviera ligure di Ponente che risentono già d’una marcata astrazione delle forme: i caseggiati assolati di Savona e Ventimiglia si traducono in schiette geometrie, campite da colori caldi e piatti. E’ il germe d’una pittura, come ricorda Maiolino, intesa “come ricerca d’armonia, d’ordine e d’equilibrio”; in cui molto s’avverte il ricordo d’un maestro come Paul Cézanne. Ma siamo ancora sul finire degli anni ’50; e la ricerca d’un linguaggio proteso sempre più all’essenza delle cose porta il maestro di S. Domenica Talao a fare propria la lezione del Cubismo e dell’accostamento di colori puri che fu tipico di Mondrian. Ed ecco che il paesaggio di Liguria si trasforma allora, negli anni ’60, in un intreccio di prismi colorati che implodono in un serrato gioco d’incastro. Nel periodo successivo, prende invece inizio la rinuncia totale a fare uso dell’immagine per esprimere il reale. Se ogni percezione si risolve in uno stato d’animo, è questo che bisogna esprimere e non quindi l’oggetto che lo genera. E’ il principio di quella forma d’arte astratta che va sotto il nome d’informale; e che Maiolino adotta, fin dagli anni ’70, giungendo a soluzioni raffinate che portano a squadrare sulla tela campi netti di colore che trovano un valore solo nel loro accostamento. I suoi lavori vengono notati, tra l’altro, dal critico tedesco Walter Vitt che gli apre le porte dei musei di Germania e cura l’edizione del suo catalogo completo. In seguito, Maiolino scopre l’uso artistico del tangram: un gioco antico della Cina che combina in vario modo una serie fissa di figure, generando una varietà di silhouettes che sono frutto del caso e del talento artistico. E non cessa, nel frattempo, di dedicarsi alla sua passione personale di raccoglitore di documenti rari; pubblicando a Torino, nell’81, un libro su “Modigliani vivo”, che gli vale unanime consenso.Un artista moderno a tutto campo, insomma, cui non manca il riconoscimento della critica. Nel 2001, infatti, la Fondazione Novaro di Genova gli assegna il “Premio Novaro per la cultura ligure”. E nell’aprile del 2007, in occasione degli 80 anni del maestro, il Comune di Sanremo e l’Università di Genova gli hanno reso omaggio con una grande mostra personale allestita nel Museo Civico Bòrea d’Olmo.Sarebbe forse il caso che d’un maestro, rivelatosi importante nell’arte italiana contemporanea, si desse pure conto nei suoi luoghi d’origine, organizzando una rassegna del suo lavoro multiforme. Non fosse che per mostrare come un pezzo importante della cultura della Riviera ligure di Ponente derivi, in fondo, dalla nostra Riviera del Tirreno Cosentino: ricca di cedri ma ricca pure di talenti.

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