lunedì 5 maggio 2008

La Promo&Form-Sportello Orientamento Universitario di Cetraro:Arte, Cinema, Cultura, Attualità, Economia, Società. Il Motore della cultura


Nel centro storico di Belvedere Marittimo
Un mattino di primavera è l’ideale per andare in giro senza mèta nei paesi della riviera; e così noi ne profittiamo per visitare un poco il centro storico di Belvedere Marittimo: tranquillo, pittoresco, pieno di squarci ombrosi e larghi soleggiati. Giunti nella piazza principale, già animata di gente che frequenta il Municipio o s’intrattiene a discutere nei bar, scendendo per un vicolo a gradoni, si nota già la cupola della Chiesa delle Grazie, ancora fresca di restauro. Nell’interno, ci accoglie subito il chiarore d’un soffitto a cassettoni; mentre gli ori d’un altare barocco, che racchiude nel suo mezzo la Madonna delle Grazie, avventano dall’ombra d’una cappella. Una nicchia, dietro l’altare, conserva invece un gruppo dell’Annunciazione, che ha una levigata pulizia di smalto; e dall’alto del transetto laterale pende un lampadario singolare, tutto in ferro battuto. Dall’altro lato della piazza, si trova invece in basso la Chiesa del Crocifisso: cosiddetta per un immane Crocifisso, che mostra il corpo insanguinato ed un volto abbandonato nel dolore. Salendo per la vecchia porta urbica, ecco la sorpresa d’un palazzo con un nome spagnolesco, Palazzo Perez; fiero d’un elegante cornicione a mensole di cotto. Ed accanto, la facciata rosa della Chiesa parrocchiale di S. Maria del Popolo; che contrasta con l’interno, bianco di stucchi a rilievi celestini. La Madonna col Bambino d’alabastro, di scuola toscana, è adorata dal suo dedicatario, ritratto a mezzo busto. Nelle navate, bei dipinti; fra cui, dietro l’altare, un’Ascensione della Vergine, ricca di stupendi angeli musici che imbracciano strumenti ormai in disuso. Un pulpito a pastiglia d’oro, maculato di foglioline azzurre, si protende da un pilastro della nave maggiore, svelando la sua data del 1742. Percorrendo la strada che attraversa l’abitato, su cui s’affacciano botteghe, s’arriva in fondo alla Chiesa del Rosario, del 1091, annunciata da un portale d’arenaria di forbito disegno. Dentro si segnala subito l’altare ligneo intagliato della Madonna del Rosario coi suoi 15 Misteri. Ma il pregio raro di questa cappella antica è forse quell’affresco, un po’ consunto, di S. Margherita d’Antiochia che porta al guinzaglio un drago: protettrice, si dice, delle partorienti. Salendo verso l’alto dell’abitato, s’arriva, quindi, nella Piazza del Castello; inquadrata dalla quinta scenografica di palazzi ottocenteschi e solo disturbata dalla presenza delle auto che ne sciupano la vista. Un busto di Filippo Sangineto ci riporta alle memorie del castello e alla sua storica difesa, tentata da Ruggero Sangineto ed i suoi figli, contro re Giacomo d’Aragona, nell’ormai lontano 1289. La mole poderosa delle mura, la grande torre d’angolo cinta di beccatelli medievali, i resti dell’ingresso ancora adorno dello stemma aragonese contrastano con lo stato d’abbandono in cui versa oggi il castello; pervaso d’una vegetazione che ne ingombra ogni parte. Ed il fascino romantico che riesce ancora ad ispirare l’orrida visione non compensa certo la perdita d’un bene tanto unico. I ricordi si riaffacciano di nuovo visitando il giovane Museo della Memoria Storica: raccolta di memorie cittadine, libri, foto, vetrine d’anticaglie, gonfaloni. Poi, di nuovo discendendo verso il basso, s’arriva in una piazza che porta il nome nuovo ed ambizioso di “Cittadinanza attiva” ma reca ancora l’animo pacioso delle nostre piazze antiche: assolate e solitarie con una pianta di magnolia che verdeggia al centro. Anche qui, s’è inteso unire al passato una traccia del presente: con una bella serie di terrecotte colorate che vorrebbero tracciare il cammino d’una Via Pulchritudinis. Ed una Via della Bellezza abbiamo avuto il senso d’averla percorsa anche noi: camminando per le vie di Belvedere, in un radioso mattino d’aprile.
domenica, maggio 04, 2008 0 commenti

Cribari Film. Semaforo verde ai corsi
Al via le iscrizioni al Corso itinerante di formazione cinematografica, finalizzato alla realizzazione del film “Cedri di amante” che sarà girato prossimamente da Daniele Cribari e Marco Raffaelli. Le iscrizioni si completeranno entro il 15 maggio e chiunque sia interessato all’iniziativa può consultare il sito del regista www.cribarifilm.com. Il corso prevede due fasi: una fase teorica, che dovrebbe svolgersi tra 15 ed i 30 maggio, e una fase pratica, che prevede uno svolgimento nell’arco di tempo che va dall’1 giugno al 30 ottobre, periodo in cui verrà realizzato il film. Si tratta di un vero e proprio stage. Il corso di formazione cinematografica, infatti consentirà a tanti talenti del territorio di partecipare attivamente insieme ai registi alla realizzazione di questo prodotto finale. Il Pon sicurezza ha già dato l’ok al finanziamento del film che rientra nell’ambito del piano di sviluppo culturale del territorio collegato al progetto del Pon sicurezza che è quello di coniugare legalità sviluppo e valorizzazione dei talenti del tirreno cosentino. I due registi fiorentini puntano alla valorizzazione dei luoghi e delle bellezze paesaggistiche e vogliono far conoscere l’altra faccia della Calabria, quella bella, positiva, con le sue peculiarità , le sue bellezze naturali , insomma l’intento è quello di sconfiggere quell’immagine negativa della Calabria in un’ottica di promozione turistico- culturale di qualità. Si registra già grande interesse attorno al prodotto filmico finale che rappresenta una novità in assoluto. L’iniziativa vede il coinvolgimento del Consorzio di dieci Comuni ( Amantea – Paola – Fuscaldo – Guardia Piemontese –Cetraro – Sangineto – Belvedere – Scalea – Praia a Mare – Tortora) che metterà a disposizione risorse umane, intelligenze, competenze per portare avanti questa esperienza inedita nel territorio. Ambientato tra Toscana e Calabria, infatti, il film si girerà nelle due regioni con particolare attenzione ai comuni della Riviera dei Cedri (ma la fascia d’interesse può essere estesa anche al Parco del Pollino) nel prossimo mese di giugno.Il film racconta di Donato, uno psicologo di Firenze che perde il senso della sua missione pensando solo ai guadagni. Solo dopo una delusione sentimentale ed un viaggio in Calabria, nel corso del quale si trova casualmente a lavorare in una comunità socio educativa per ragazzi rom, Donato ritroverà la capacità di apprezzare le cose più semplici e pure della vita. Cribari ha già dimostrato di sapersi muovere con grande sensibilità nei meandri delle problematiche sociali così come ha già fatto con successo con il mediometraggio Cosenza 228/2003 proiettato di recente al cinema vittoria di Diamante.
lunedì, aprile 28, 2008 0 commenti

Il sito archeologico di Blanda
Tra le tante risorse del Tirreno Cosentino, un posto di rilievo è occupato pure dall’archeologia; che vanta siti che rimontano dall’era paleolitica fino al tardo impero della civiltà romana. Ed uno dei siti più importanti della nostra riviera è costituito dai resti dell’antica città italica di Blanda, scoperti di recente sul colle del Palècastro, prossimo alla contrada Poiarelli del Comune di Tortora. Di questi resti di città faceva già menzione un erudito del ‘500, come il Barrio, che citava sul Palècastro “le vestigia di un’antica cittadella”; fino a giungere a studiosi più recenti, quale Oreste Dito, che nel 1934 segnalava come i ruderi del Palècastro fossero riconducibili senza meno alla scomparsa città di Blanda. Ma, dopo qualche rinvenimento sporadico occorso negli anni ‘70, bisognò giungere fino al 1990 perché una campagna di scavi, ordinata dalla Soprintendenza ai Monumenti, potesse dare adito alla scoperta sistematica dell’intero sito, che offre ancora oggi nuovi rinvenimenti.Sul pianoro del Palècastro, che presenta un’estensione di circa 5 ettari, s’è scoperto, dunque, come esso abbia avuto una frequentazione originaria di popoli enotri, risalente circa al VI secolo a.C.; i quali furono i fondatori dell’antica cittadella, dato che “palècastro” in greco arcaico vuol dire appunto “città vecchia”. Ad essi subentrarono, quindi, popoli lucani; i quali, nel IV secolo a.C., dominavano un territorio esteso dalla Lucania fino alle foci del Lao. Furono loro che cinsero di mura la città, per un perimetro lungo circa un chilometro; a segno dell’importanza strategica che Blanda aveva acquisito in questa fase. E, per essersi i Lucani schierati con Annibale, durante la Seconda Guerra Punica, la città fortificata di Blanda fu espugnata dai Romani nel 214 a.C., come tramanda Tito Livio. Sicché, da allora, prese inizio la frequentazione romana che culminò, nel I secolo a.C., con la costruzione d’una città nuova, chiamata Blanda Julia, di cui sono emersi i monumenti più importanti. Si tratta, innanzitutto, d’un foro – piccola piazza quadrata – intorno a cui si snodano, per tre lati, una serie di botteghe, un vano porticato ed una piccola basilica. Circostanza che fa credere che Blanda Julia sia stata soprattutto un centro d’amministrazione e non quindi una città vera e propria. Sul lato opposto, sono stati scavati, invece, tre tempietti di tipo italico, accostati l’uno all’altro, preceduti da una breve gradinata che immetteva prima al pronao e quindi al naos, la cella interna del tempio. Nel piazzale era quindi sistemata una fontana e lungo il fianco della piccola basilica s’ergeva la statua d’un magistrato cittadino, Arrio Climeno, che s’era distinto per alcune elargizioni, di cui è rimasta solamente la base iscritta. Il tipo di lesioni riscontrate su un tempio lascia presumere che un sisma, intorno al II secolo d.C., abbia dato inizio al tracollo della città romana. Anche se Blanda fu, in seguito, sede d’un vescovado di cui si fa memoria fino al secolo VIII. Ma, divenuta feudo longobardo e quindi minacciata dalle continue incursioni saracene, a partire dal secolo IX l’antica cittadella del Palècastro si spopolò del tutto; e la sua gente migrò verso l’interno per fondare la città nuova di Tortora.Della vecchia Blanda resta oggi l’impianto, che si profila inciso sul colle del Palècastro e che presenta continue novità, come una domus rinvenuta di recente sul lato occidentale del pianoro. Mentre talune opere d’arte, come la fronte d’un sarcofago strigilato dei primi tempi del IV secolo d.C., hanno trovato un’adeguata sistemazione nella Mostra Permanente di Palazzo Casapesenna a Tortora.Un modo giusto per unire insieme il passato ed il presente d’un solo territorio; per farci intendere che il futuro della storia è proteso tutto nel domani.
lunedì, aprile 28, 2008 0 commenti

Autenticità e Sapienza d’Amore per il Cinema negli esiti del Festival Schermi d’Amore
Si è concluso sabato 19 aprile la 12° edizione del Festival di Verona “Schermi d’Amore”, direttore artistico Paolo Romano, cui si deve anche l’ottima selezione operata di film provenienti da diversi continenti, che hanno consentito per i dieci giorni del Festival di tastare il polso di una cinematografia internazionale davvero interessante che non avremmo altrimenti avuto modo di vedere noi e i tantissimi spettatori che ad ogni proiezione hanno affollato il Cinema Filarmonico di Verona, in una full immersion di “schermi” di livello e in una disamina ampia di tematiche e di prospettive anche stilistiche e contenutistiche di vera modernità.Sicché non ci ha stupito che sia stato il bel film spagnolo “La soledad” di Jaime Rosales ad avere vinto questa Edizione, meritando il premio Rosa d’oro Schermi d’Amore - Premio Calzedonia - «Per aver trovato una propria e originale cifra poetica nell’analizzare con discrezione la quotidianità della vita senza compiacimenti naturalistici» - come si è espressa la Giuria ufficiale del festival, composta quest’anno dal regista Peter Del Monte, dalla produttrice Donatella Botti e dagli attori Anita Caprioli, Cecilia Dazzi e Daniele Liotti.Il premio è stato ritirato dalla intensa e bravissima Sonia Almarcha, che in questo film madrileno del 2007 riesce a dire la condizione di una giovane donna, la terribilità del quotidiano e pure il coraggio del vivere oggi e del vivere in una grande città esposta ad attacchi proditori e letali.Il Premio Miglior interpretazione è stato attribuito a Woody Harrelson per “The Walker” di Paul Schrader - «Per l’intelligenza, l’artificio e la naturalezza con cui ha costruito il suo personaggio».La Rosa d’argento Schermi d’Amore - Premio Speciale della Giuria è stato attribuito a “Lo mejor de mí “di Roser Aguilar - «Per la semplicità e la profondità con cui la regista racconta la complessità dell’amore attraverso un personaggio femminile». Il premio è stato ritirato dalla regista del film Roser Anguilar (Barcellona, 1971) che ha portato con vero piglio autoriale sullo schermo un’altra storia di giovane donna, capace di scelte coraggiose e determinanti e di vero amore per il partner ma anche per se stessa.Il Premio dell’Ordine dei Giornalisti - Premio Stefano Reggiani è stato attribuito ex-aequo, la Giuria dei giornalisti, composta da Alessandro Cuk (Cinit, Cineforum italiano), Adamo Dagradi (L’Arena), Giampiero Francesca (Close-Up), Marco Palmese (Cinemaplus.it) e Matilde Tortora (Conseil du Cinéma) lo ha attribuito al film “Hallam Foe” di David Mackenzie e al film “Lo mejor de mí” di Roser Aguilar, con la seguente motivazione «perché, nella logica della contaminazione dei generi, si distinguono per autorialità e modernità. Sono entrambe opere giovani e vitali, grazie alle quali Schermi d’Amore conferma il suo stimolante equilibrio tra classicità e innovazione.»Il Premio del Pubblico (sponsor Fimauto e Veronamotors - MINI Italia) è andato anch’esso al film spagnolo “Lo mejor de mí “di Roser Aguilar.Il Premio Giuria Giovani, che è stato assegnato da 20 ragazzi dai 18 ai 25 anni scelti in seguito alla selezione coordinata dal Maurizio Zanetti ha decretato vincitore “Hallam Foe” del regista David Mackenzie - «Per la rappresentazione di una fragile gioventù, per le straordinarie interpretazioni e per la colonna sonora che aggiunge emozione alle emozioni”.La Giuria Giovani ha anche segnalato il film “Never Forever” di Gina Kim, auspicando che per esso non tardi la possibilità che sia distribuito e visto nelle sale italiane.Al grande cineasta inglese John Boorman, il regista di “Un tranquillo weekend di paura” (Deliverance, 1972), candidato all'Oscar, di “Excalibur” (1981), “La foresta di smeraldo” (The Emerald Forest, 1995), “Il sarto di Panama” (The Tailor of Panama, 2001) e “In My Country”(2004), sull'apartheid in Sud Africa il Festival Schermi d'Amore ha assegnato un «riconoscimento speciale come regista visionario del cinema contemporaneo».Anche “l’amore” per il cinema musicale è stato protagonista di questa edizione 2008 del Festival “Schermi d’Amore”, a partire da quello praticato dal cinema degli anni Sessanta (ad esempio i “musicarelli” del regista Ettore Fizzarotti interpretati dai divi della canzone dell’epoca, Gianni Morandi in coppia con Laura Efrikian la maggior parte) ai videoclip musicali, di cui la città di Verona è insuperata leader a livello nazionale, un impedibile occasione offerta da MINILab per riflettere sui rapporti tra autori delle canzoni e registi che ne trasformano in immagini i testi e inoltre l’attenzione ai nuovissimi linguaggi con I Love You Too, uno spazio dedicato al cinema nell’era delle tecniche di produzione distribuzione digitale, dalla web a YouTube.Infine Piera Detassis, direttore di Ciak, ha consegnato il Premio Femme Fatale, Femministe Fatale all’attrice Claudia Gerini, che ha portato sullo schermo italiano personaggi femminili che nel contempo riescono a unire fascino e comicità, humour e trasgressione, riconoscendo alla Gerini qualità d’interprete tali da poter essere designata senz’altro ad un cinema anche internazionale, erede unica forse della grande Monica Vitti. L’interessante dialogo che la Detassis ha intrattenuto nel pomeriggio del giorno della premiazione con la Gerini al cospetto di un pubblico attento e motivato ha scandagliato, è stato proiettato anche un bellissimo video in cui la Gerini interpreta Eva Kant sulle note di una canzone di Federico Zampagliene, il desiderio segreto dell’attrice di volere interpretare prima o poi un musical, ma non un revival di musical quanto piuttosto un musical del tutto nuovo e creato oggi.Quanto alle Sezioni collaterali:Il Cinema è femmina.omaggio a Gorge Cukor, un ben articolato omaggio al “regista delle donne” che ha mostrato dodici suoi film a partire da “Giulietta e Romeo” del 1936 a “Ricche e famose” del 1981, 5x2-Dieci Film di François Ozon, in dieci film appunto ha consentito un excursus nell’universo femminile del regista francese, Panorama ha poi in quattordici film fatto vedere preziose anteprime e curiosità provenienti dagli schermi dei maggiori festival internazionali, con evidenti le tante contaminazioni del mélo con altri generi, oggi praticate dai registi nel mondo. E, in anteprime nazionali, sono stati proiettati in apertura e in chiusura i film “Il y a longtemps que je t’aime” (Francia/Germania 2008) di Philippe Claudel e “The Other Boleyn Girl” (Gran Bretagna/Usa 2008) di Justin Chadwick.Tra i tanti meriti di questo Festival c’è anche quello importantissimo, di consentire, grazie al Premio Calzedonia, che il film premiato sia distribuito nelle sale e noi ci auguriamo che anche tutti gli altri film premiati possano incontrare, distribuiti in Italia, il grande pubblico degli spettatori.
mercoledì, aprile 23, 2008 0 commenti

Il Convento dei Cappuccini di Belvedere Marittimo
Il Convento dei Cappuccini di Belvedere Marittimo, oltre a costituire un vivo esempio di complesso conventuale, si segnala per il suo corredo d’arte che merita un’accorta conoscenza. Eretto nel 1599, sotto la direzione di P. Marco da Belvedere, esso divenne nel ‘600 sede di noviziato e fu ampliato nelle forme attuali lungo il ‘700. Soppresso dal governo di Murat e ripristinato dai Borbone, dopo l’Unità d’Italia diventò patrimonio del comune; che ne fece uso sporadico mentre nella chiesa si officiava per qualche ricorrenza. Nel 1935, si fece, quindi, istanza per il ritorno a Belvedere dei PP. Cappuccini. I quali vi tornarono, due anni dopo, e tuttora vi dimorano; formando di fatto l’unica comunità ecclesiastica dell’Ordine Cappuccino sul Tirreno Cosentino.Nella chiesa conventuale, è notevole anzitutto l’altare maggiore; composto da un’ancona lignea di pregiata fattura che racchiude nel suo mezzo una tela dell’Immacolata: opera del 1603 d’Andrea Molinaro; un artista molto raro, già attivo a Napoli, sulla fine del ‘500, nella chiesa della Pietà dei Turchini. Il polittico comprende poi altre tele di S. Daniele e S. Francesco d’Assisi, e di Santa Chiara e Santa Agnese. Sulla parete della nave principale, sono quindi sistemate tre edicole, del 1745, che valgono chiaro esempio dell’arte cappuccina dell’intaglio; mentre, sul lato sinistro, si apre la navatina che ospita una coppia di cappelle. Nella prima, chiamata la Porziuncola e fondata nel 1637, è collocata una pala d’altare, d’ignoto del ‘600, che raffigura la Vergine in atto di consegnare il Bambino a S. Francesco d’Assisi. Mentre un cassone ligneo sottostante racchiude le reliquie di S. Valentino che furono donate al P. Samuele da Belvedere nel 1710. Nella seconda, si trova invece l’Altare di S. Daniele, del 1737, che ospita in una serie di scomparti la statua lignea di S. Daniele Fasanella ed i busti d’altri Santi Cappuccini: ritratti tutti con icastica espressione. Suggestiva è poi la visita del chiostro; che ha nel suo cortile un pozzo e su due pareti prospicienti due esemplari di meridiane solari risalenti al ‘700. Nella parti terminali del vano porticato, si possono invece ammirare tre affreschi superstiti, dei primi del ‘600, che formano un breve ciclo di pittura mariana; rappresentando essi l’Immacolata, l’Assunta e la cosiddetta Madonna dei Cappuccini: di grafia ingenua e delicata. Passando, quindi, per la sagrestia, che custodisce ancora armadi, porte e arredi originali; si può, eventualmente, avere accesso al piano nobile del convento. Ed osservare, quindi, sul ripiano della scala, un’edicola preziosa della Crocifissione ch’è legata a un episodio miracoloso della vita del Beato Angelo d’Acri, che fu novizio nel convento; e nella sala del refettorio, una serie di dipinti, forse dovuti all’arte di Angelo Galtieri, un maestro di Mormanno operante nella prima parte del ‘700. Tra questi, il cosiddetto “Miracolo d’Agropoli di S. Francesco d’Assisi” ed un gruppo di ritratti di Santi Cappuccini, di notevole valore iconografico. Un ulteriore motivo d’interesse è, infine, riscontrabile nella biblioteca conventuale, sita al piano terra, che raccoglie, fra tanto materiale bibliografico, anche un manipolo di codici e di volumi d’epoca. Mentre, uscendo fuori sul sagrato e nello spazio retrostante della fabbrica, si coglie una veduta di quello che fu, nei secoli passati, un complesso conventuale sede di novizi oltre che di scuola di dottrina teologica.Un esempio d’architettura e d’arte cappuccina, dunque, il Convento di S. Daniele di Belvedere Marittimo che merita una visita appropriata per conoscere una parte preziosa del nostro patrimonio d’arte e di storia religiosa domenica, aprile 20, 2008 0 commenti

Laboratorio, Pon sicurezza e Cribari Film. Si gira
Il laboratorio Losardo presieduto da Gaetano Bencivinni, di concerto con il Pon Sicurezza e la Cribari Film di Firenze presenterà il 22 aprile prossimo alle ore 18, nella sala consiliare di Palazzo del Trono, a Cetraro, il progetto del corso itinerante di formazione cinematografica finalizzato alla realizzazione del film “Cedri di amante”. All’incontro parteciperanno il regista Daniele Cribari, l’aiuto regista Marco Raffaelli, un cast di attori professionisti Paola Casella, Francesco Palifèri, Elena Fazio, Fernando Vitale, Elvira Pellegrino, il presidente del Pon Sicurezza Giuseppe Aieta, il direttore generale Luca Mannarino, i 10 sindaci della Riviera aderenti al Pon, operatori turistici e giovani talenti interessati alla cinematografia . Protagonisti di questa nuova realizzazione saranno Paola Casella, l’attrice calabro-napoletana dai tratti tipicamente mediterranei (interprete con Beppe Fiorello nella fiction rai dedicata a Giuseppe Moscati) e Francesco Palifèri (brillante attore romano, noto ai più per la sua partecipazione alla quinta serie di "Un Medico In Famiglia"). Ambientato tra Toscana e Calabria, il film si girerà nel prossimo mese di giugno nelle due regioni, con particolare attenzione ai comuni della Riviera dei Cedri. La cinepresa di Cribari andrà alla scoperta di colori, di voci e di suoni da veicolare, attraverso la innovativa combinazione comunicativa del linguaggio totale, nei seducenti circuiti cinematografici con l’obiettivo di far conoscere le bellezze della Riviera dei cedri, spesso ignorate, danneggiate e compromesse da forme inaccettabili di degrado. Il film racconta di Donato, uno psicologo di Firenze che perde il senso della sua missione pensando solo ai guadagni. Solo dopo una delusione sentimentale ed un viaggio in Calabria, nel corso del quale si trova casualmente a lavorare in una comunità socio educativa per ragazzi rom, Donato ritroverà la capacità di apprezzare le cose più semplici e pure della vita. Il regista cribari sta perfezionando i rapporti con i vari enti, le varie istituzioni e gli sponsor per un pieno coinvolgimento attorno al prodotto filmico finale che rappresenta una novità in assoluto e che sarà il punto di approdo di un corso itinerante di formazione cinematografica, che vedrà protagonisti tanti giovani del Tirreno cosentino interessati ad apprendere le nuove tecniche comunicative del cinema. Cribari ha già dimostrato di sapersi muovere con grande sensibilità nei meandri delle problematiche sociali così come ha già fatto con successo con il mediometraggio Cosenza 228/2003 proiettato di recente al cinema vittoria di Diamante. sabato, aprile 19, 2008 0 commenti


A Cetraro il regista Daniele Cribari
Trasformare l’immagine negativa del Tirreno cosentino, puntare i riflettori su bellezze naturali, paesaggi, beni culturali ed artistici, valorizzare i talenti locali e promuovere un turismo culturale di qualità in grado di imprimere un nuovo impulso al processo di crescita della Riviera dei cedri.Sono questi gli obiettivi che si propone il regista Daniele Cribari con il film Cedri di amante, che si appresta a girare con la collaborazione del Laboratorio Losardo, del PON sicurezza, di enti locali e sovracomunali e di operatori turistici.La cinepresa di Cribari, coadiuvato dall’aiuto regista Marco Raffaelli e da un cast di attori professionisti, andrà alla scoperta di colori, di voci e di suoni da veicolare, attraverso la innovativa combinazione comunicativa del linguaggio totale, nei seducenti circuiti cinematografici con l’obiettivo di far conoscere le bellezze della Riviera dei cedri, spesso ignorate, danneggiate e compromesse da forme inaccettabili di degrado.Il prodotto filmico di Cribari sarà il punto di approdo di un corso itinerante di formazione cinematografica, che vedrà protagonisti tanti giovani del Tirreno cosentino interessati ad apprendere le nuove tecniche comunicative del cinema.Cribari ha già dimostrato di sapersi muovere con grande sensibilità nei meandri delle problematiche sociali così come ha già fatto con successo con il mediometraggio Cosenza 228/2003 proiettato al cinema vittoria di Diamante.Un mediometraggio che ha puntato il dito sui gravi problemi dei bambini ospitati dall’Aias di Diamante.Il 22 aprile a Cetraro nella sala consiliare Cribari e gli attori Paola Casella, e Francesco Paliferi si confronteranno con amministratori comunali, operatori turistici e giovani talenti sul percorso che sarà seguito per la realizzazione del film Cedri di amante, che realisticamente dovrebbe essere completato entro il mese di ottobre di quest’anno.All’incontro del 22 aprile parteciperanno tra gli altri il presidente del PON sicurezza Giuseppe Aieta e il direttore generale Luca Mannarino.
sabato, aprile 12, 2008 0 commenti

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