Sono orgoglioso di essere il Rettore di questa Università, dove prendono corpo
esperienze e contributi di altissimo livello scientifico, come questo che presentiamo
stamattina, per il quale desidero esprimere, a nome di tutta la comunità di Arcavacata,
il più vivo apprezzamento al prof. Giancarlo Susinno e al Gruppo Alte Energie che in
questi anni hanno attivamente collaborato al progetto per la realizzazione dell’LHC>:
con queste parole, il Prof. Giovanni Latorre, ha aperto questa mattina l’incontro con i
giornalisti organizzato per presentare l’importante contributo offerto dai Laboratori di
Fisica dell’Ateneo alla costruzione del “Large Hadron Collider” (LHC) del CERN,
l’acceleratore più potente mai realizzato dall’uomo.
E’ importante - ha detto ancora Latorre - far conoscere all’opinione pubblica quello
che si realizza in questa Università, anche per proiettare una qualche luce positiva in
un contesto territoriale che non sempre riesce a mostrarsi con connotati analoghi.
E allora è bene, anzi doveroso - ha proseguito il Rettore dell’UniCal - informare la
nostra comunità, i calabresi, il mondo della scuola, dell’altissimo livello scientifico
espresso dal Gruppo Alte Energie del Dipartimento di Fisica del nostro Ateneo in
questo progetto, che contribuisce ad accrescere notevolmente la proiezione a livello
internazionale della nostra immagine e della nostra identità accademica. Certo - ha
aggiunto ancora il Prof. Latorre - fa riflettere constatare, da un lato, il livello di certi
risultati, come quello in questione, dall’altro gli effetti devastanti che incombono
sulle Università e sul ruolo che esse sono chiamate a svolgere, a causa dei tagli decisi
dal Governo, con il rischio concreto di interrompere processi virtuosi difficili da
recuperare in futuro. Se - ha concluso Latorre - in questa giornata, così ricca di
soddisfazione e di orgoglio per l’UniCal, un auspicio posso fare, è che l’opportunità
offerta dai fondi strutturali europei non venga vanificata, assicurando alla ricerca e
alla formazione universitaria lo spazio e l’importanza che meritano>.
Ha preso la parola, a questo punto, il prof. Giancarlo Susinno, che in questi anni ha
coordinato l’attività del Gruppo Alte Energie del Dipartimento di Fisica dell’UniCal
nel progetto LHC:Abbiamo lavorato così come un’Università che si rispetti deve
fare - ha detto il docente - perché senza ricerca non può esserci l’Università,
l’ambiente giusto nel quale le idee nascono e i confronti, liberi, senza ostacoli e limiti
di sorta, si susseguono a ritmo incalzante. Ecco perché - ha aggiunto il Prof. Susinno,
riprendendo le parole del Rettore Latorre - quando la politica non pensa alla ricerca
smette di interessarsi del Paese e delle sue priorità. In India, o in Cina, da decenni
hanno fatto una scelta precisa, quella appunto di investire sulla ricerca e sulle
Università, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Noi - ha proseguito Susinno -
abbiamo dimostrato che si può fare ricerca di altissimo livello anche in Calabria e
vorremmo tanto che questa nostra esperienza, nel nostro come in altri campi di
attività scientifica, fosse condivisa e proiettata nel tempo, senza subire limitazioni o
condizionamenti, come sembrerebbe invece profilarsi all’orizzonte>.
Passando ad illustrare il progetto dell’acceleratore di particelle del CERN, al quale il
Gruppo di Alte Energie dell’UniCal ha attivamente collaborato, Susinno ha
ricostruito l’impegno ventennale che esso ha richiesto da parte dei ricercatori
dell’Ateneo calabrese, solo una parte del gruppo di 6000 scienziati, provenienti da
80 paesi, che hanno lavorato fianco a fianco, senza barriere di tipo culturale,
religioso, linguistiche, dando corpo ad un’avventura senza precedenti che ha
consentito di ottenere risultati straordinari mai raggiunti. Stiamo per aprire una nuova
frontiera - ha aggiunto ancora il fisico dell’UniCal - che ci consentirà di vedere e
studiare cose mai viste prima. Potremo capire e renderci conto da vicino di cosa è
successo un milionesimo di secondi dopo il “big-ban”, percorrere a ritroso la storia
dell’universo e aggiungere conoscenze inimmaginabili fino a qualche anno fa,
sull’uomo e la sua vita. L’esperimento di accensione dell’acceleratore - ha proseguito
ancora Susinno - è perfettamente riuscito, smentendo i “catastrofisti” che, anche nel
nostro ambiente, avevano annunciato la formazione di buchi neri e di altre
conseguenze gravissime, a danno dell’umanità. Tutto invece, come eravamo certi, ha
funzionato alla perfezione, dando inizio ad un percorso che ci porterà molto lontano,
sul piano della crescita scientifica e delle conoscenze del nostro mondo. Presto - ha
concluso Susinno - sarà risolto anche il problema registrato ad una saldatura della
macchina, che ha determinato il momentaneo blocco della macchina.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)


Nessun commento:
Posta un commento